I cartelloni pubblicitari interattivi

I cartelloni pubblicitari interattivi

Ecco cosa ci aspetta nel “futuro”: cartelloni pubblicitari interattivi.


MILANO – Cartelloni pubblicitari interattivi in grado di riconoscere i desideri dei passanti e di proporre spot fatti su misura. Sono l’ultima trovata digitale che potrebbe cambiare completamente il mondo della comunicazione e i primi esemplari sono già realtà in Giappone. Grazie a un potente software il cartellone pubblicitario digitale, di solito presente in un centro commerciale, riesce a distinguere le caratteristiche principali dei passanti e di volta in volta pubblicizza prodotti mirati che potrebbe realmente interessare al potenziale cliente.

SISTEMA INTERATTIVO – Prodotto dal colosso dell’elettronica giapponese Nec, il cartellone interattivo, come ricorda un articolo del Guardiandi Londra, riprende l’idea fantascientifica del filmMinority Report. In una scena si vede il protagonista Tom Cruise essere riconosciuto da un cartellone pubblicitario interattivo. Pochi secondi dopo sul grande schermo compare uno spot che invita il passante a fermarsi e a bere una birra della sua marca preferita. Naturalmente gli attuali cartelloni della Nec non sono così perfetti, ma hanno un potenziale di miglioramento enorme. Per ora infatti sono in grado di riconoscere istantaneamente l’età media, il genere e l’etnia del passante e dopo pochi attimi di reclamizzare un prodotto che il software ritiene possa interessare al consumatore. Ad esempio se davanti al cartellone transita una donna giovane, sarà molto più probabile che il software digitale promuova la pubblicità di un profumo, cosa che non farà se invece passa un uomo.

PROBLEMI PER LA PRIVACY – La società ha fatto sapere che intende esportare gli stessi cartelloni anche in Europa e negli Usa per conquistare i consumatori occidentali. Molti analisti temono che il potenziamento di questi software possa limitare la nostra libertà e la nostra privacy: «Non ci aspettiamo che il cartellone si ricordi di noi, ma è proprio quello che sta accadendo adesso», dichiara Marc Rotenberg, direttore dell’Electronic Privacy Information Center (Epic), un centro di ricerche di Washington che s’interessa di protezione della privacy. «Le società sono molto impazienti di conoscere i nostri desideri e una volta che queste pratiche saranno all’ordine del giorno sarà davvero difficile tornare indietro». Di tutto altro avviso la Nec che in un comunicato dichiara: «Visto che il nostro sistema non memorizza le immagini – memorizza solo i risultati analizzati (l’età dei passanti e il loro genere) sulla base di quelle immagini – riteniamo che non vi sia alcun pericolo per la privacy».

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