Curriculum vitae creativo? Un questione di cervello.

Curriculum vitae creativo? Un questione di cervello.

Dopo gli studi c’è chi comincia a mandare migliaia di curriculum alla ricerca di un lavoro. Quindi, chi cerca personale, si ritrova inondato di curriculum, in genere, tutti uguali.

Un CV alternativo al foglio bianco formato europeo, c’è offerto da questa particolare tipologia di curriculum: quello creativo, il resume alternativo. Infatti, il resume, o curriculum vitae, è una delle parti fondamentali della vita lavorativa e se ci addentriamo nel mondo dei grafici e dei creativi, ecco che questo foglio di carta diviene virtuale e il più  possibile originale.

Qual è il motivo che spinge le persone a creare un tipo di curriculum estroso rispetto al classico modo di interpretarlo (penso ai di bancari, dirigenti, medici ecc)?. Ho provato a rispondere a questa domanda. Ovviamente aspetto anche un vostro parere.

Punto di partenza: il nostro cervello è suddiviso in due principali sezioni, l’emisfero destro e l’emisfero sinistro. Questa divisione rispecchia la bipolarità del nostro corpo (abbiamo due occhi, due orecchie, due gambe) ma nel corso dell’evoluzione umana questi due emisferi sono modificati anche nelle funzioni specifiche, e possiamo parlare così di area logico-razionale e area intuitiva-olistica. I due emisferi lavorano in simbiosi tra loro, ma è comunque corretto affermare che l’emisfero sinistro è l’area del pensiero razionale, e l’emisfero destro è l’area del pensiero creativo e pensiero laterale.

cervelo

Partendo da questa osservazione, secondo me, una personalità creativa avrà più cura nella composizione del suo CV in vista di un maggiore effetto psicologico sull’eventuale datore di lavoro. Viceversa, se penso ai professionisti più “razionali”, essi probabilmente cercano un rigore che influenzi il datore di lavoro e che lo convinca della serietà e della fiducia del candidato.

Ecco alcuni esempi di CV creativi:

creativo1

creativo2

cirrucumum3

curriculum6

…e questo è il mio, realizzato grazie al prezioso aiuto del Prof Fabio Ritter:

(versione on-line quì)

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