Buone Feste dal nostro studio.

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auguri2012

In un momento in cui molte attività sono costrette a chiudere, altre in netta controtendenza, stanno aumentando gli investimenti pubblicitari in particolar modo sul web, per rinforzare il proprio brand e aumentare il proprio portfolio clienti.

A crisi terminata, saranno proprio queste ultime società a poter testimoniare, non solo di essere sopravvissute alla recessione, ma addirittura di esser riuscite a portare a loro favore un periodo di fortissima crisi. 
La crisi può essere un’opportunità per chi va controcorrente e anziché spaventarsi investe in progetti ed iniziative innovative e solide. 
Per questo gli economisti suggeriscono che il momento più adatto per investire sono proprio i momenti di crisi, in cui la concorrenza si attenua e le maglie del mercato si fanno più ampie: chi vede lontano investe, anche in progettualità, proprio in questi momenti.

Quando la gara ripartirà si ritroverà in pole position.

Alcune buone ragioni per investire in pubblicità

1) Avvantaggiarsi della minore concorrenza

Sia che non abbiate mai investito in pubblicità, che abbiate in passato affrontato spese per aumentare la visibilità dei vostri prodotti o dei vostri servizi, molto probabilmente in questo periodo di recessione starete pensando: 

  • a. Non è questo il momento di spendere in pubblicità;
  • b. Dobbiamo ridurre i costi aziendali, quelli pubblicitari in primis;

Una cosa che forse però non considerate è che anche i vostri concorrenti stanno facendo il medesimo ragionamento! 

Investire (sì, perchè la pubblicità non è mai un costo, ma un investimento) in pubblicità in questo periodo significa rendere visibile il proprio brand in un contesto di minore concorrenza e saturazione rispetto agli anni precedenti. 

Con una spesa sicuramente accessibile  si ha la possibilità, che difficilmente si ripresenterà in futuro, di affermare il proprio brand in uno scenario meno competitivo e spietato: a parità di costi, rispetto al passato, si può beneficiare di una brand exposure maggiore. 

2) I costi della pubblicità si sono sensibilmente abbassati

Per quanto i costi della pubblicità sui media tradizionali (TV, Radio e Stampa) si siano fortemente ridimensionati.

E’ quindi sul web che big company, piccole medie imprese e privati possono giocarsela ad armi pari. Se fino a qualche tempo fa c’era sul mercato un forte squilibrio tra domanda e offerta, ora le cose sono completamente ribaltate.

3) Non è vero che la gente non compra

Se corrisponde a verità che tutti i mercati, da quelli più popolari a quelli più di nicchia, hanno subìto negli ultimi mesi un livellamento verso il basso, non corrisponde invece a verità che questo sia dovuto al fatto che le persone non acquistano più. 

E’ invece mutato, più o meno radicalmente, l’approccio all’acquisto, che è ora più ragionato e meno scriteriato. 

Le persone acquistano, e continueranno sempre a farlo. Per affermare il proprio benessere, per migliorare la propria vita, per soddisfare il desiderio di autoaffermazione. 

Senza sottovalutare che proprio in un momento di crisi, acquisire beni e servizi (viaggi, hi-tech, prodotti benessere, abbigliamento ecc) è un modo per scongiurare, anche psicologicamente, il clima di negatività che si respira. 

Non è quindi cambiata la propensione all’acquisto in sé, sono cambiate tutte le leve motivazionali su cui bisogna agire per spingere il consumatore all’acquisto. 

Questi sono solo alcuni motivi per investire in comunicazione. 

Investire nella pubblicita’ in tempo di crisi e’ come costruirsi le ali mentre gli altri precipitano.  (Steve Jobs)

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